Vendita della casa familiare e successiva ripartizione del ricavato: come funziona?

Il singolo proprietario di un immobile che divide il prezzo di vendita con altri familiari compie un atto di donazione.

L’accordo tra i fratelli per dividere il prezzo derivante dalla vendita della casa di famiglia richiede l’atto notarile se, in relazione alle capacità economiche del donante e delle altre parti, la somma si può considerare “di non modico valore”.

Ipotizziamo, ad esempio, un versamento a titolo di donazione di Euro 100.000. In tal caso è necessario l’atto notarile.

Viceversa, se la somma da corrispondere è di Euro 40.000, è sufficiente la scrittura privata, ma è possibile anche procedere in forza di un accordo verbale. Tuttavia, è sempre preferibile optare per una scrittura privata registrata o autenticata, in modo da conferirle “data certa”.

La somma ricavata dalla vendita della casa di famiglia dovrà essere versata ai beneficiari tramite modalità tracciabili: sarà quindi necessario un bonifico bancario o un assegno circolare.

I fratelli che ricevono la loro quota a titolo di donazione, devono dichiarare l’importo all’Agenzia delle Entrate solo se questo supera 100.000 Euro. Difatti, nelle donazioni tra fratelli e sorelle è prevista una franchigia al di sotto della quale le somme non sono tassabili. Superata tale somma, invece, l’imposta sulle donazioni è del 6%.

Per evitare la tassazione sarebbe più opportuno che l’immobile venisse venduto dal genitore poiché le donazioni fatte da quest’ultimo ai figli o al coniuge hanno una franchigia di Euro 1.000.000 e l’aliquota (sulla parte che eccede tale soglia) è solo del 4%.

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